Truccarsi senza filtri
Storie

Ho 47 anni e per un anno ho pensato di aver perso la mano con il trucco. Il problema non ero io.

Non ho comprato niente di nuovo. Ho capito dove sbagliavo, e non era dove pensavo.

Loredana, 47 anni

Loredana

47 anni · Novara · impiegata in uno studio dentistico

Una figlia di diciannove anni, una sorella a cui racconta tutto. Si trucca da quando aveva sedici anni.

Ad un certo punto ho pensato di essere negata con il trucco e ci ho rinunciato

Mi trucco da quando avevo sedici anni, e per trent'anni non ci ho mai pensato troppo. Sveglia, caffè, bagno, dieci minuti davanti allo specchio con quella luce che viene dall'alto e che nessuno sceglierebbe mai per truccarsi, e via al lavoro. Un gesto come lavarsi i denti, insomma.

Poi due inverni fa ho cominciato ad accorgermi che qualcosa non tornava. Mettevo l'ombretto con la stessa cura di sempre e a metà mattina me lo ritrovavo tutto raccolto in una riga sopra l'occhio, proprio dove la palpebra si chiude. Il fondotinta segnava sotto l'occhio in un punto dove prima non segnava. Non era un disastro, per carità, ero «ok». Ma non ero quella che avevo in testa mentre mi truccavo, e la cosa mi infastidiva più di quanto fossi disposta ad ammettere.

Mi guardavo e mi chiedevo se avessi perso la mano io, dopo trent'anni. Perché altrimenti cos'era? I prodotti erano gli stessi, il gesto era lo stesso. Ero io che ero cambiata, e non sapevo cosa farci.


La foto della cena di dicembre

A dicembre siamo andati a cena dai nostri amici di sempre, e il giorno dopo una di loro ha mandato la foto di gruppo su WhatsApp. Ero venuta bene, per carità, non era un disastro. Ma continuavo a tornare su quella foto e a guardare la donna al centro, con lo sguardo un po' spento, e a pensare che mezz'ora prima di uscire mi ero truccata con tutta la calma del mondo. Sembrava una signora stanca che mi somigliava.

Non l'ho detto a nessuno, nemmeno a mia sorella, che di solito sa tutto. Ma quella sera, a letto, ho ingrandito la foto sull'occhio sinistro e sono rimasta lì a guardarla finché mia figlia non mi ha chiesto cosa stavo facendo.


Prima ho provato a comprare, ovviamente

E allora ho fatto quello che ho sempre fatto quando qualcosa non mi torna, cioè sono andata a comprare. Un primer da quaranta euro, perché su internet tutte giuravano che il segreto fosse quello. L'ho messo tutte le mattine per due settimane, con una disciplina che non ho nemmeno per la palestra. Alle undici l'ombretto era già tutto nella piega, esattamente come prima, e io lì a pensare che adesso ci finivano dentro anche quaranta euro.

Poi sono passata ai tutorial, la sera a letto col telefono, e ne ho guardati tanti. Erano bravissime, eh, e il risultato era sempre bellissimo. Solo che la ragazza che spiegava aveva ventidue anni e una palpebra liscia come un foglio, e quando apriva l'occhio c'era tutto lo spazio del mondo per sfumare. Io apro l'occhio e la palpebra mobile quasi non si vede più. Facevo gli stessi gesti, con gli stessi colori, e mi veniva fuori un'altra cosa, e ogni volta pensavo che la stupida fossi io.

L'ultimo tentativo è stato il banco in profumeria, un sabato pomeriggio. Ci sono arrivata con la mia domanda addosso e un po' di imbarazzo, perché a quarantasette anni chiedere come si mette l'ombretto ti fa sentire una che non ha capito niente. Mi hanno ascoltata con gentilezza, questo va detto, e sono uscita con tre prodotti nuovi e un consiglio sulla tonalità. Sono buoni prodotti, li uso ancora. Ma a casa, la mattina dopo, ero davanti allo specchio con la stessa domanda di prima e tre cose in più nel cassetto.


Poi ho visto un video con una signora della mia età

Federica non l'ho cercata, me l'ha fatta comparire il telefono una sera di gennaio, tra un video e l'altro. Una ragazza che truccava una signora che avrà avuto la mia età, una signora vera, con la sua pelle, le sue rughe d'espressione e la palpebra che scende come la mia. Non una modella di vent'anni, non un viso senza pori.

A un certo punto guarda la signora e le dice: «Questo qui sul tuo occhio non lo facciamo, non ti serve. Te l'hanno insegnato per un altro occhio». Detto così, senza giri, come si dice a un'amica. Mi sono fermata col telefono in mano. In trent'anni di mattine davanti allo specchio nessuno mi aveva mai messo in testa l'idea che magari il problema fosse il consiglio, e non io.

Federica Passione al lavoro nel suo negozio di Torino su una cliente over 40
Federica al tavolo del suo negozio, a Torino, con una cliente. Foto reale, non ritoccata.

Si chiama Federica Passione, ha un negozio a Torino con la porta sulla strada e trucca donne vere tutti i giorni, molte della mia età e anche di più. In un altro video truccava sua mamma, che ha sessant'anni, e mentre lavorava diceva «fidati che so cos'è una palpebra che scende». Sono andata avanti a guardare i suoi video per due settimane, la sera, prima di decidere qualsiasi cosa. E nel frattempo, senza comprare niente, ho capito tre cose.


Le tre cose che ho capito prima ancora di comprare il corso

1. L'ombretto va più su di dove lo mettevo

Quando la palpebra scende, la parte di occhio che vedi quando è aperto non è più quella su cui lavoravo a vent'anni. Io continuavo a sfumare dove adesso la piega si chiude, e il colore finiva lì dentro e spariva. Federica lo dice in un modo che non si dimentica: «Se metti l'ombretto dove lo mettevi a trent'anni, adesso sparisce nella piega. Va qualche millimetro più su, dove lo vedi a occhio aperto. È una sciocchezza, ma nessuno te lo dice». L'ho provato la mattina dopo con l'ombretto che avevo, e alle undici c'era ancora.

2. Il fondotinta lo sceglievo al contrario

Cercavo sempre quello che copriva di più, convinta che fosse quello serio. E invece più copre, più si appoggia sopra la pelle e più trova le pieghe dove fermarsi, e a quarantasette anni di pieghe dove fermarsi ne ha parecchie. «Smetti di comprare fondotinta che coprono sempre di più» dice lei, «guarda com'è fatta la texture, se resta morbida durante la giornata. La copertura viene dopo». Ho ripreso in mano un fondotinta leggero che avevo scartato perché «non copriva», ed era quello giusto.

3. Sotto l'occhio ci vuole luce, non tre strati

Questa è stata la più difficile da accettare, perché io sotto l'occhio ci passavo cinque minuti a coprire. Correttore chiaro, poi ancora, poi la cipria sopra, e il risultato era una zona grigia che si segnava a metà mattina. Adesso ci metto un tocco di prodotto un po' più luminoso e basta, e poi un po' di luce sull'osso sotto il sopracciglio. Lo sguardo si apre da solo e ci metto un minuto invece di cinque.

Loredana truccata come faceva prima

Come lo facevo

Loredana truccata come fa adesso

Come lo faccio

Sono io, truccata da sola, prima e dopo. Foto reali, nessun filtro. La luce è diversa perché la prima è quella del mio bagno alle sette del mattino, e ci tenevo a lasciarla così.


Il corso l'ho fatto in cucina, col tablet appoggiato alla zuccheriera

Il corso si chiama SelfMakeUp e l'ho comprato una sera di fine gennaio, senza pensarci troppo, anche perché costa meno del primer che avevo buttato. L'ho guardato in cucina col tablet appoggiato alla zuccheriera e il mio beauty case aperto sul tavolo, e mia figlia che passava e mi chiedeva se mi ero messa a fare l'estetista.

Sono tredici lezioni, una zona del viso per volta, dalla preparazione della pelle fino agli occhi e alle labbra, e la prima non ti fa neanche truccare, ti fa guardare il viso. Dove sta il tuo osso, com'è fatta la tua palpebra, dove la pelle è più sottile. Lei dice «ti insegno a leggere il tuo viso, e poi il trucco te lo fai tu», e all'inizio mi sembrava una frase, poi con lo specchio in mano ho capito cosa intendeva. La lezione sulla struttura dell'occhio l'ho rivista tre volte, e lì mi è tornato in mente perché dai tutorial venivo fuori sempre diversa.

L'area corso SelfMakeUp: elenco delle 13 lezioni
L'area del corso come la vedo io dal tablet. Le lezioni restano lì e le riguardo quando voglio.

I pennelli di Federica li ho presi dopo, alla terza lezione, quando ho capito che il mio pennello da sfumatura era quello del supermercato di otto anni prima e mi lasciava i peli sulla guancia. Non era obbligatorio, e lei lo dice chiaramente. C'è anche una Lezione Privata in videochiamata con lei, se vuoi che ti guardi in faccia e ti corregga dal vivo. Io non l'ho ancora fatta, me la tengo per l'eyeliner, che è l'unica cosa su cui mi trema ancora la mano.


La mattina in cui ci ho messo dieci minuti e mi sono piaciuta

Era un martedì di marzo, niente di speciale. Stesso bagno, stessa luce brutta, stessi prodotti di prima tranne i pennelli. Ho finito in dieci minuti e mi sono guardata come si guarda una persona che ti piace, senza andare a cercare cosa non va. Mi è sembrato strano, ed è una sensazione che non provavo da un po'.

In ufficio la mia collega Anna mi ha guardata e mi ha chiesto «cosa hai fatto?». Non «ti sei truccata?», proprio cosa hai fatto. Le ho detto che avevo imparato a mettere l'ombretto più in alto e lei si è messa a ridere come se le avessi raccontato una barzelletta, e poi mi ha chiesto di farglielo vedere.

A maggio c'è stato il matrimonio di mio cugino, e mia figlia mi ha scattato una foto mentre ridevo con mia sorella, senza che me ne accorgessi. Di solito nelle foto di gruppo mi metto in seconda fila, un po' di lato. In quella sono davanti, e la prima cosa che ho pensato guardandola è stata: questa sono io. Dell'ombretto non mi sono nemmeno accorta.

Il corso di cui parlo è questo. Costa 47 €, meno del primer che ho buttato.

Vedi il corso che ha fatto Loredana

47 € una volta sola, accesso subito via email, lo rivedi quando vuoi.


Non sono l'unica

Quando ho deciso di raccontare questa storia sono andata a rileggere cosa scrivevano le altre nel gruppo del corso, e mi sono ritrovata in parecchi messaggi.

«Una sorta di Bibbia da consultare quando voglio truccarmi»

Commento di Fabiana Barone nel gruppo del corso

Fabiana Barone, che ha la palpebra incappucciata come me, e infatti chiede ancora di più proprio su quella

«Non ho resistito, ho guardato già tutte le lezioni»

Recensione di Michela Piccolo

Michela Piccolo

«Ottimo il fatto che le lezioni si possono rivedere»

Recensione di Barbara Iseppi

Barbara Iseppi

«Sono soddisfatta dell'acquisto»

Recensione di Viviana Gatti

Viviana Gatti

«Corso ben spiegato, sono molto contenta di averlo acquistato»

Post di Susan Grey nel gruppo del corso

Susan Grey


Per chi è, per chi non è

Non è per chi

  • vuole farne un mestiere;
  • si aspetta che basti guardare i video, senza mai prendere in mano un pennello;
  • cerca qualcosa che cambi tutto in una mattina.

È per chi

  • si trucca ogni mattina e vuole che venga bene sul suo viso, com'è adesso;
  • ha il beauty case pieno e la sensazione che manchi il «come»;
  • vuole imparare una volta e poi farlo da sola, a casa sua.

Le domande che mi hanno fatto le amiche

Ma io non sono capace

Lo pensavo anch'io, e mi trucco da trent'anni. Poi Federica in un video ha detto una cosa che mi è rimasta: «Non mi trucco gli occhi perché non sono capace. Questa è la bugia più grossa che vi possiate raccontare». Nessuno mi aveva mai fatto vedere il trucco sul mio occhio, sempre su quello di un'altra. Quando l'ho visto sul mio, il gesto è venuto. Le lezioni ti fanno fare una cosa per volta, con calma, e le riguardi quante volte vuoi.

Ho 52 anni e l'occhio che cade, funziona anche per me?

È la domanda che mi ha fatto mia sorella, che ne ha 52 e l'occhio che scende più del mio. Il corso parte dal viso com'è adesso, e la lezione sulla struttura dell'occhio serve proprio a capire dove finisce la tua palpebra e dove va il colore perché si veda. Federica trucca sua madre di sessant'anni, non parla per sentito dire.

Devo comprare tutto nuovo?

Me lo chiedevo anch'io, perché di soldi buttati ne avevo già abbastanza. Ho iniziato con quello che avevo nel beauty case, che era pieno, e ho cambiato solo i pennelli, dopo, quando ho capito perché mi servivano. Il resto lo usi come ce l'hai.

Quanto tempo mi porta via?

Le lezioni le ho guardate la sera, mezz'ora per volta, quando avevo voglia. La mattina adesso ci metto dieci minuti, meno di prima, perché non rifaccio più le cose due volte. Le prime settimane un po' di più, questo te lo dico.

È online, e se sbaglio?

Me lo sono chiesto anch'io. Le lezioni le riguardi finché non ti viene, e già quello sistema quasi tutto. Se poi vuoi che qualcuno ti guardi in faccia c'è la Lezione Privata in videochiamata con Federica, e lei ti corregge dal vivo sul tuo viso. Io me la tengo per l'eyeliner.

Perché pagare, se i video sono gratis?

Giusto chiederselo, io di video gratis ne ho guardati decine. Ti mostrano un pezzo, su un viso che non è il tuo, e davanti allo specchio ti manca tutto il prima e tutto il dopo. Qui le cose arrivano in ordine, sul tuo viso, e costa quanto un fondotinta.

Chi è Federica, è seria?

Me lo sono chiesto anch'io, perché di gente che vende cose sui social ce n'è. Ha un negozio a Torino con la porta sulla strada, aperto nel 2023, e da tre anni fa lezioni di autotrucco dal vivo a donne come me, che portano i loro trucchi da casa e si siedono al suo tavolo. Il corso è quella cosa lì, registrata. E non ha marche da venderti, vende i suoi pennelli e basta.

Se domani mattina alle sette ti riconosci in quella scena davanti allo specchio, il corso è questo.

47 € una volta sola, meno del primer che ho buttato.

Vedi il corso che ha fatto Loredana

Accesso subito via email, lo rivedi quando vuoi.